Transizione 4.0 Beni 2025 sbloccate le risorse
Transizione 4.0 2025: il GSE sta sbloccando le risorse per le imprese in lista d'attesa
Buone notizie per chi era rimasto in coda dopo l'esaurimento del plafond del credito d'imposta Transizione 4.0 dell'11 novembre 2025: il GSE ha iniziato a inviare le PEC che comunicano la disponibilità di nuove risorse.
La comunicazione attua il decreto direttoriale del 31 luglio 2026, che fissa al 15 settembre 2026 il termine ultimo per la comunicazione di completamento degli investimenti — sia per le posizioni già coperte, sia per quelle in lista d'attesa.
Cosa cambia per le imprese raggiunte dalla PEC
Due adempimenti distinti da tenere sotto controllo:
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Comunicazione di conferma (acconto): entro 30 giorni dal ricevimento della PEC, va indicata data e importo dell'ultima quota versata per raggiungere il 20% del costo del bene. Esempio: PEC ricevuta il 12 agosto 2026 → scadenza 11 settembre 2026.
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Comunicazione di completamento investimento: entro il 15 settembre 2026 in ogni caso, sia per gli investimenti conclusi al 31 dicembre 2025 sia per quelli finalizzati tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2026.
Resta fermo l'obbligo di interconnessione dei beni ai sistemi aziendali, da completare in tempi congrui rispetto all'avvio della produzione.
Lo scorrimento coprirà tutta la coda?
Il MIMIT non ha reso noto l'ammontare esatto delle risorse liberate, ma tre elementi indicano che lo scorrimento potrebbe coprire l'intera lista d'attesa:
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le rinunce legate al divieto di cumulo tra credito 4.0 e 5.0 sugli stessi beni (D.L. 175/2025), che hanno spinto molte imprese a preferire il 5.0, con aliquote fino al 45%
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lo scarto ricorrente tra credito prenotato e credito effettivamente confermato in fase di consuntivo (vale sempre il minore tra i due importi)
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la scelta procedurale di fissare un'unica scadenza al 15 settembre per tutte le posizioni, coerente con uno sblocco integrale piuttosto che parziale
Per le imprese che hanno investimenti 4.0 in corso o in lista d'attesa, questo è il momento di verificare le comunicazioni PEC e organizzare per tempo la documentazione di completamento.
Fonte: Marco Belardi, Il Sole 24 Ore, 12 agosto 2026

